A Ceuta, territorio spagnolo in Nord Africa, migliaia di persone hanno tentato di raggiungere l’Europa a nuoto dal Marocco. Almeno diciotto sono morte.
Di fronte alla crisi, il governo italiano ha scelto lo sciacallaggio: Antonio Tajani ha minacciato di chiudere Schengen con la Spagna e ha accusato Madrid di aver dato la «cittadinanza spagnola, quindi europea» a oltre 500mila migranti irregolari.
È falso.
Il governo Sánchez ha aperto una regolarizzazione straordinaria: un permesso di soggiorno e lavoro per chi viveva già in Spagna prima del 1º gennaio 2026. Le domande si sono chiuse il 30 giugno: chi attraversa il confine non può beneficiarne.
Il capo della diplomazia italiana ha dunque inventato una cittadinanza inesistente e un nesso causale che non regge.
Eppure il governo Meloni ha programmato l’ingresso di 497.550 lavoratori stranieri tra il 2026 e il 2028: necessari quando servono alle imprese, pericolosi quando servono alla propaganda contro Sánchez.
Non è politica estera. È sciacallaggio politico.
Ceuta mostra il fallimento di un’Europa senza una gestione comune delle frontiere, canali legali e solidarietà tra gli Stati: inventare un nemico a Madrid è più facile.
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